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“Handsome Paper” workshop di graphic design, Firenze Rivista, Firenze 24 settembre 2016

anno

2016

organizzatore

Firenze Rivista

Nel settembre del 2016 Parcodiyellowstone e l'Associazione Makemake (rappresentata da Filippo Bazzoni) sono stati invitati a tenere un laboratorio di quattro ore sull'autoproduzione nel graphic design e nell'editoria. Il workshop era parte del festival "Firenze Rivista", una tre giorni incentrata sull'editoria indipendente locale e sulla sua capacità di offrire una lettura della società.

L'ambito, i partecipanti, l'obiettivo

"Handsome paper" si è svolto a Palazzo Medici-Riccardi, uno splendido edificio del XV secolo nel centro di Firenze, coinvolgendo 30 studenti da un liceo focalizzato sulla grafica.

Volevamo dare l'opportunità agli studenti di sperimentare con il processo di autopubblicazione e con l'idea di progetto autocommissionato legato alla comunicazione. Abbiamo chiesto ai partecipanti di scegliere un argomento e di comunicarlo nella maniera che ritenevano più efficace. Il risultato finale è diventato una cover tipografica per un ipotetico magazine che tratta temi sociali.

Introduzione al workshop e sfide

Abbiamo iniziato con una breve presentazione di lavori grafici che ispirassero i gruppi, a partire dall'iconico poster "WAR IS OVER" realizzato da Yoko & John Lennon per la cover del magazine anticapitalista canadese AdBusters. Messaggi forti, assieme ad un esecuzione semplice sono ancora coraggiosi ed efficaci. Questo ha aiutato i partecipanti a rispondere a una domanda difficile e specifica: "Cosa ti interessa davvero e senti la necessità di comunicare?"
Chiedere ad un adolescente di confrontarsi con questo tipo di domanda (specialmente un sabato mattina) può essere molto sfidante e, in alcuni casi, spaventoso per gli studenti più sensibili.
Per aiutarli a gestire il processo abbiamo proposto che iniziassero a pensare ad argomenti generali (es. il consumismo, l'ansia sociale, le relazioni familiari) e gradualmente approfondire un particolare aspetto delle loro vite. Verso la fine del workshop, abbiamo lavorato assieme sul copywriting per finalizzare i loro testi.

La maggior complessità della prima parte era legata a due aspetti. Da un lato, contenere e gestire la complessità della considerevole quantità di pensieri che questa auto-analisi poteva generare. Dall'altra parte, era importante scongiurare il rischio di rimanere bloccati per le troppe possibilità.

Sul processo

Dopo la pausa, era il momento che tutti si sporcassero le mani (Handsome!). Abbiamo dato alcune direttive (basate sulla pratica del conditional design) per aiutare tutti a superare la sindrome da foglio bianco ed essere sicuri di arrivare ad un risultato nonostante il poco tempo a disposizione. Abbiamo quindi suggerito di usare una composizione semplice, fatta di tre linee orizzontali che occupavano l'intera lunghezza di pagina.

Prima di lavorare alla versione finale del poster, i partecipanti hanno realizzato alcune bozze per esplorare diverse strade per tradurre il senso e l'atmosfera che avevano in mente per i loro messaggi in un'idea visiva forte. Per la maggior parte del gruppo, una delle difficoltà principali è stata quella di sentire il potere espressivo della tipografia. Sentivano una costante necessità di aggiungere illustrazioni o elementi figurativi per trasmettere il messaggio.

La sfida principale per noi è stata di spostare la loro attenzione da una rappresentazione figurativa ad un uso più astratto della tipografia attraverso l'uso del colore, della composizione e dell'interlinea.

Nel momento in cui tutti hanno capito il potenziale di questo aspetto, l'atmosfera è cambiata rapidamente da una forte esitazione a un'attitudine gioiosa di esplorazione, e alla curosità verso i nuovi strumenti e tecniche. Molte forbici hanno iniziato a passare di mano in mano, seppellendo il tavolo sotto montagne di ritagli. Finalmente ognuno era focalizzato sul proprio progetto!

Alla fine della mattinata, tutti hanno accelerato per concludere il loro poster, che abbiamo steso sul pavimento per una discussione di gruppo.

Risultati e cose imparate

Per quasi la totalità dei partecipanti del workshop questo era il primo tentativo di mischiare gli strumenti di desktop publishing con tecniche più manuali come la calligrafia, le lettere disegnate a mano e il collage.

L'altro effetto principale è stato il miglioramento della consapevolezza della responsabilità sociale del graphic designer, e la scoperta della comunicazione come uno strumento potente. L'autoproduzione può dare voce a punti di vista che non hanno spazio o che vengono apertamente repressi dai mass media.