Questo sito usa Google Analytics per raccogliere dati sull'utilizzo, in modo da offrire un'esperienza utente sempre migliore. Cliccando su "accetto", permetti di abilitare il tracciamento delle tue interazioni con IP anonimo su questo sito web. Potrai revocare il consenso in qualsiasi momento. Troverai l'impostazione dedicata nel pié di pagina di questo sito.

La Cura Summer School, La cura, Firenze 22 – 26 agosto 2016

anno

2016

organizzatore

La Cura

Un esperimento di cinque giorni a Firenze per "abitare il pianeta come una mente interconnessa". Parcodiyellowstone c'era, e quello che segue è un resoconto che Ruggero ha scritto per celebrare quest'esperienza.

Un po' di contesto

Salvatore Iaconesi e Oriana Persico hanno iniziato "La Cura" nel 2012, dopo che a Salvatore è stato diagnosticato un tumore al cervello. Il progetto partito con quest'esperienza è ancora in corso, ed è una performance globale che mira a ridefinire il concetto di "cura" attraverso concetti e metodologie partecipatori e propri dell'open source.

Il punto di partenza è che il cancro non colpisce mai un singolo individuo. In una certa misura, colpisce sempre la società nel suo complesso. Questo non è solo vero a livello concettuale, ma anche e soprattutto pratico. Se ho il cancro, anche i miei amici e la mia famiglia lo hanno (devono sottrarre tempo ad altre attività per prendersi cura di me, i loro pensieri sono occupati dalla mia malattia, ecc). Il medico ha il cancro (deve curarmi). Ogni cittadino ha il cancro (parte delle tasse vengono utilizzate per finanziare il sistema socio-sanitario per curare il mio cancro).

Obiettivi

La summer school nasce dall'opportunità di espandere questo quadro contribuendo ad un evento parte della XXI Triennale di Milano, "Condividi la conoscenza". L'obiettivo dichiarato era quello di ridefinire cosa significhi "abitare il pianeta" attraverso la lente de "La Cura".

Il punto di partenza era già di per sé molto stimolante. Ci sono molti campi ai quali si può applicare il concetto: il surriscaldamento globale, le tecnologie digitali, il concetto di "presenza", solo per nominarne alcuni.

Organizzazione

Come si può immaginare, la summer school è un evento troppo grosso per essere gestito da due sole persone. È stato progettato, strutturato e gestito dal Near Future Design Lab( (NeFuLa), che include altri 8 designer specializzati nell'esplorare futuri possibili, ed aiutare i clienti a migliorare il loro processo decisionale, e le loro strategie.

Nel complesso, la summer school comprendeva circa 60 persone tra studenti, docenti, organizzatori, uno chef, e alcuni ospiti. Più che gruppi di lavoro disconnessi, l'insieme è stato concepito come un ecosistema.

Struttura

Il workshop si è svolto all'ISIA di Firenze, un piccolo laboratorio di ricerca e istituzione che prevede corsi Triennali e Magistrali in Design. Si sono formati cinque gruppi di lavoro che avevano la necessità di confrontarsi per produrre un output coerente, nell'insieme. Inoltre, c'era uno chef a preparare piatti creati con prodotti reperiti dai produttori locali, a formare un momento di scambio per tutti; e ancora, un bar. L'idea generale era di progettare una struttura che facilitasse lo scambio, i momenti di condivisione, e un'atmosfera rilassata.

Il gruppo di Information Design ed i suoi risultati

Il nostro gruppo di lavoro si è occupato del progetto e della realizzazione di un documento di Information Design interattivo. L'idea finale emersa era quella di permettere alle persone di "filtrare, comporre e mischiare i contenuti raccolti da vari social media secondo diversi termini legati all'"abitare" e secondo l'analisi delle emozioni che emergono dallo status update". Decisamente più vicino ad un'esplorazione che ad alla visualizzazione di un "problema".

Qui potete trovare una demo che abbiamo prodotto. Ad oggi, non raccoglie più dati, visto che l'operazione richiede una grande quantità di risorse da parte del server che deve reperire e conservare le informazioni.

Qualcosa di facile, qualcosa di complicato

Fin dall'inizio, sapevamo che il nostro obiettivo sarebbe stato quello di progettare e implementare una visualizzazione dati che aiutasse il ragionamento su cosa significhi "abitare il pianeta".

Il nostro gruppo era costituito di persone che venivano da percorsi ed esperienze diversi. Da studenti di Triennale a studenti di dottorato, dal privato e dall'università. Con una maggioranza di designer, ma con un ingegnere, un'artista, ed altro ancora.

Abbiamo iniziato dal mostrare le diverse possibilità su diversi assi di visualizzazione: interattivo-dinamico-statico, qualitativo-quantitativo, basato su schermo o meno, in tempo reale o meno. Allo stesso tempo, Salvatore e Oriana ci hanno mostrato come funzionasse una piattaforma di loro creazione, chiamata Human Ecosystems, che raccoglieva e aggregava status update da vari social media. La sua peculiarità era quella di analizzare e categorizzare i dati reperiti sulla base di diverse emozioni.

Filtrare e focalizzare l'idea è stato difficile, e abbiamo incontrato diversi problemi sul percorso. Un particolarmente complicato è stato capire la nostra relazione con gli altri gruppi di lavoro. Visto che c'erano un gruppo di Identità e uno di Ascolto dei Social Media, con diversi obiettivi e interessi, è stato complicato capire come far convergere le estetiche e la raccolta dei dati. Se sarebbe arrivato dagli altri, o se avremmo dovuto capirlo da soli. In ogni caso, siamo riusciti a trovare un soluzione, parlando con le persone negli altri gruppi e mantenendoli aggiornati sui nostri progressi.

Per arrivare alla nostra proposta, ci siamo basati sul concetto di "Polarity Management". L'etichettamento di dati qualitativi in modo da rendere possibile un raggruppamento e una navigazione di questi secondo coordinate polari. Allo stesso tempo, abbiamo deciso di focalizzarci su un singolo argomento con un approccio archivistico: vastità piuttosto che profondità, in modo che connessioni inaspettate potessero essere create, arrivando a risultati inaspettati e possibilmente interessanti.

Alla fine, convergere e risolvere questi problemi hanno preso la gran parte del nostro tempo, e abbiamo avuto difficoltà a implementare il progetto, cosa successa a posteriori.

Cose imparate

Quest'esperienza ha avuto criticità molti interessanti, che sono state già evidenziate nell'altro articolo sulla summer school (lo potete trovare nella sezione "Approfondimenti e crediti"). In questo articolo, vorrei sottolineare due aspetti chiave che ho avuto modo di esplorare durante la settimana a Firenze.

Il primo è stato di diventare più consapevole della struttura e del flusso decisionale. Tendo automaticamente a tornare a quello tradizionale gerarchico, ma ci sono fasi durante il processo nelle quali è più interessante o produttivo aprire la conversazione, o togliersi dal fuoco e ascoltare. Suona come un luogo comune, ma è davvero difficile da vedere, riconoscere e indirizzare nel momento in cui accade. È facile in prospettiva, non nel mezzo della discussione, e senza una formazione appropriata.

In questo senso, quest'esperienza ha molto in comune con "Peer to peer design strategies" che parcodiyellowstone ha proposto diversi anni fa.

Un secondo punto è l'abilità di pensare più a fondo alle ramificazioni del processo nel quale sono immerso, in termini di infrastruttura. Il fatto che ogni piccola cosa attorno contribuisca a informare e formare la maniera in cui agisco, mi comporto, vivo significa che ha anche influenza sul risultato del mio lavoro. Quindi l'ambiente ("ecosistema" o "ecosistemi") creato attorno ad una persona o un processo è un aspetto chiave. Non solo in termini di risultato, ma come aspetto da curare e far crescere in una prospettiva di lungo termine.

Dove è stato "Baotaz"?

L'insieme dei risultati de La Cura Summer School sono stati battezzati "Baotaz". Baotaz è stato esibito alla XXI Triennale di Milano e alla Fondazione Neuromed a Pozzilli.

Approfondimenti e crediti

Per mantenere quest'articolo nell'ambito del leggibile, ho omesso molte cose. Se siete interessati ad approfondire ultieriormente, NeFuLa ha scritto un resoconto più dettagliato della Summer School nel suo complesso. Alla fine dell'articolo, potete trovare anche risorse correlate e tutti i risultati, incluso il codice, un syllabus, i diari dei gruppi di lavoro, sketch, e altro ancora.

La maggior parte delle foto in quest'articolo sono parte dell'Album di Flickr di NeFuLa: LCSS - La Cura Summer School.