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XYZ Lab X, La Scuola Open Source, Bari 18 – 30 luglio 2016

anno

2016

organizzatore

La Scuola Open Source

Ci è stata data l'opportunità di partecipare come docenti al laboratorio X. Due settimane intense (dal 18 al 30 luglio) di laboratorio all'interno di XYZ, per progettare l'identità de La Scuola Open Source, un "Istituto didattico, centro di ricerca e consulenza — artistica e tecnologica — per l’Industria, il Commercio e l’Artigianato (digitale e non)".

Assieme ad alcuni guru della grafica – come Giovanni Anceschi e Mauro Bubbico, – alcuni professionisti di talento – come Alessandro Tartaglia, Andrea Bergamini, Marco Goran Romano, Valerio Nicoletti e Giacomo Equizi, – il contributo speciale del ninja di Processing Danilo di Cuia e alcuni studenti entusiasti – come Michele Santella, Francesca Giorgio, Alessandra Rigano, Marco Laceranza, Gianluca Monaco, Giulia Cordin, Giacomo Boffo, Federica Salleri, Simona Zurlo, Giorgia Rocchi, Paola Sorrentino, Alberto Malossi, Alberto Gerin, Filippo Giannessi, Beatrice Bianchini, Paolo Musano, Federica di Toro, Chiara Santantonio, Francesco Brandi e Emma Magrini – abbiamo sviluppato un sistema visivo che definisce un'identità forte e riconoscibili ma che allo stesso tempo lascia spazio all'improvvisazione. Un sistema istituzionale, ma anche un insieme di strumenti che può essere preso e usato da ogni membro della comunità attorno alla scuola dandone un'interpretazione propria.

2. Concetto visivo

L'elemento chiave dell'identità è la composizione del logo. Le quattro parole sono distribuite nei quattro angoli del medium definendo un'area bianca nella quale può succedere di tutto. L'idea è che la scuola stessa, rappresentata dal logo, è uno spazio nel quale persone, esperienze, idee e progetti diversi possono muoversi liberamente. Un luogo nel quale l'interazione tra tutti questi elementi contribuisce a creare un significato globale.

Workshop @SOS - The Open Source School's logo, in its application on the four corners

Le parole fissate sul lato sinistro e destro del medium generano due assi visivi nei quali inserire i contenuti, enfatizzando lo spazio bianco.

Ci sembra interessante dire che la nuova identità voleva interrogarsi su e rimpiazzare la precedente. Per rendere la comunità consapevole del cambiamento e testare le reazioni abbiamo creato una performance durante la prima settimana di laboratorio: le parole "The Open Source Manifesto" sono state stampate ai quattro angoli di un foglio A4 ed è stato chiesto alle persone di disegnare forme liberamente senza coprire le parole. Questa performance ha permesso alle persone di impadronirsi dell'identità, rendendo possibile per loro di far ciò che volevano con essa. È stato il primo passo nel creare una relazione tra la nuova identità e la comunità che l'avrebbe adottata. Allo stesso tempo, è servito come ispirazione per le possibili forme che sarebbe stato possibile usare per riempire lo spazio vuoto.

PDY Workshop @SOS - performance during the graphic workshop for developing the school identity
PDY Workshop @SOS - people taking part in the design performance that led to the corporate identity of the school

3. Altri elementi chiave visivi

Visto che l'uso della tipografia è l'elemento principale di questa identità, abbiamo deciso di progettare una nuova font. A partire dall'HK Grotesk, rilasciato in Open Source, abbiamo sviluppato un nuovo carattere tipografico: Freak. Questa nuova font include alcuni nuovi glifi curiosi che rafforzano la personalità dell'identità. La nuova font verrà rilasciata presto in Open Source a sua volta, diventando uno strumento divertente a disposizione della comunità.

PDY Workshop @SOS - some poster output of the workshop

La palette è formata di colori molto brillanti, ispirati ai linguaggi di programmazione ed all'estetica hacker. L'idea è di rimpiazzare l'inchiostro giallo della stampante con un verde fluo, che è la ragione per la quale gli altri colori non contengono percentuali di giallo.

L'ultimo elemento chiave è la forma organica che si adatta allo spazio lasciato libero dalla tipografia. Questo rappresenta il movimento della comunità che agisce all'interno della scuola. Può essere disegnato a mano o generato automaticamente, con uno script Processing che simula il comportamento di un fluido che interagisce con lo spazio occupato dalla tipografia.

4. Livelli d'uso

L'identità è stata progettata per essere usata su tre piani:

A. Comunicazione istituzionale

Sul materiale istituzionale, l'identità utilizza solo la composizione tipografica, con le quattro parole del logo fissate negli angoli e gli elementi tipografici allineati agli assi corrispondenti ai due lati. Il sistema è stampato quasi esclusivamente in bianco e nero in modo che sia facile ed economico riprodurlo.

PDY Workshop @SOS - stationary of the school identity on institutional level is black and white, designed during the workshop
PDY Workshop @SOS - Some of the icons designed during the workshop (with a special mention to the Jolly Roger)

B. Comunicazione promozionale

Il materiale promozionale include sempre almeno una macchia. Sul materiale promozionale sulla scuola, le macchie sono usate con colori e forme diverse per comunicare la varietà delle discipline e attività offerte dalla scuola. Sul materiale promozionale del singolo corso, la dimensione della macchia si usa per comunicare la sua durata, il colore il tema, la distorsione del contorno il livello di difficoltà.

PDY Workshop @SOS - some poster outputs for the commercial communication of the workshops
PDY Workshop @SOS - the identity of the commercial level is colorful, here the school flag designed during the workshop

C. Comunicazioni verso la comunità

A partire dai risultati della performance descritti sopra, abbiamo deciso di lasciare spazio all'interpretazione libera da parte dei membri della comunità. Le persone sono libere di usare lo spazio definito dalla tipografia nel modo che preferiscono, seguendo solo la regola che il testo non può essere coperto. Questo approccio è stato testato una seconda volta, quando è stato richiesto ai partecipanti di riempire lo spazio su una shopper. Il risultato è un'esperienza immersiva, nella quale la comunità diventa utente e produttore allo stesso tempo, coinvolta nella definizione di un'identità viva e vivente.

PDY Workshop @SOS - Shoppers were the results of the final design performance and the first application of the identity designed in the workshop

5. Il processo creativo

Durante la prima settimana, il gruppo intero ha lavorato congiuntamente per definire le linee guida che avrebbero diretto il progetto.

In primo luogo, agli studenti è stato chiesto di identificare le parole chiave che esprimono la scuola. A quel punto, è stato chiesto loro di prendere quelle parole su un piano più astratto – non per descrivere la scuola, ma per evocarla – mettendo assieme un immaginario che avrebbe guidato il processo di progettazione. Alla fine, è stato chiesto loro di creare una ricerca visiva collettiva per iniziare a visualizzare le idee e comunicarle all'intero gruppo.

PDY Workshop @SOS - graphic reserch before starting the collective design process

Tutte queste fasi iniziali sono state basate parzialmente sulle p2p design strategies, che abbiamo sviluppato negli scorsi anni. In particolare, è stato chiesto agli studenti di lavorare individualmente, raccogliere tutti gli input in forma anonima e discutere le proposte con il gruppo. Per non promuovere il proprio lavoro, ma reagire e interagire con quello degli altri.

I materiali raccolti nella ricerca sono stati organizzati in quattro concept principali: fluidità, opera aperta, stravagante e materiali. Sulla base di queste quattro direzioni, gli studenti si sono divisi in piccoli gruppi e hanno iniziato a disegnare. È stato chiesto loro di visualizzare uno di questi concetti e presentarlo al gruppo. A seguito della discussione, si sono divisi in gruppi differenti dai precedenti in modo che ognuno sviluppasse il lavoro di qualcun altro.

PDY Workshop @SOS - collective design discussion during the workshop on the first proposal

Alla fine di questo processo, gli studenti si sono divisi in tre gruppi principali, lavorando come piccoli studi di design. I tre gruppi corrispondevano ai tre principali risultati attesi: l'identità materiale, il sito e la pubblicazione. Vista la complessità del progetto, il numero delle persone coinvolte ed il poco tempo a disposizione, la gran parte del progetto è stata sviluppata in parallelo attraverso un continuo scambio di proposte e soluzioni convergenti verso un unico punto, lasciando comunque spazio per la discussione e l'interpretazione personale.

Il risultato finale (disponibile qui) è una base solida per futuri sviluppi, che dimostra l'efficacia del sistema proposto. Ha comunque bisogno di qualche aggiustamento per essere completato e usato in pratica. Dall'altra parte, è inteso da principio come qualcosa che si presta all'appropriazione da parte di altri designer, e modificato nel tempo, senza che per questo perda il suo fascino.