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Climate change - 12 artefatti interattivi per denunciare la crisi climatica

anno

2019

organizzatore

UNIRSM

A luglio 2019 siamo stati invitati dall'Università degli studi di San Marino a tenere un workshop di una settimana all'interno del corso di Comunicazione e Digital Media. Dato il focus sulla responsabilità civica legato alla settimana di workshop, abbiamo scelto di lavorare con gli studenti sul tema del cambiamento climatico. Il risultato è stato esibito in una mostra finale composta da 12 artefatti interattivi, progettati e sviluppati dagli studenti, che mischiano contenuti Instagram e informazioni dai media per denunciare la crisi ecologica in atto.

“Tutta la comunicazione, visiva e non, è politica"

Il workshop si è svolto all'Università degli studi di San Marino coinvolgendo 24 studenti del corso di Comunicazione e Digital Media per 5 giorni di progettazione, revisioni e sviluppo.

Abbiamo scelto di partire da un tema che coinvolge gli studenti in prima persona e che segnerà profondamente il loro futuro: la crisi climatica.

La comunicazione visiva ha un ruolo fondamentale nella definizione del presente e soprattutto del futuro della società. Tematiche come il cambiamento climatico e l’emergenza globale rispetto alle sorti del pianeta devono sempre di più essere al centro dell’attenzione. L'idea della responsabilità politica del design della comunicazione ha permesso agli studenti di sfidare se stessi nella ricerca di messaggi forti e consapevoli.

Sviluppare codice in autonomia è potere

Il risultato finale dell'esperienza sono pagine web alimentate da feed Instagram, progettate e sviluppate in html, css e javascript dai partecipanti.
Gli studenti hanno così potuto anche approcciarsi allo sviluppo di codice per meglio capire la comunicazione digitale oggi e come funziona.

Gli studenti, divisi in coppie, hanno cominciato dalla raccolta di articoli e contenuti specifici, frammentando l’area di interesse per individuare problematiche più definite.
Le tematiche emerse sono state tante e interessanti, come l’eutrofizzazione, l’acidificazione degli oceani, l’inquinamento delle acque dovuto all’industria del fast fashion, l’impatto devastante dell’allevamento intensivo, la tropicalizzazione del mediterraneo, la cementificazione selvaggia, il buco nell’ozono, ma anche i nuovi movimenti sociali di ribellione e sensibilizzazione a questi temi.

Lavorare con i contenuti disponibili in rete

Successivamente all'individuazione di un concept, gli studenti hanno basato la propria ricerca visiva sulla base dei concetti di contrasto, similitudine e consequenzialità.

La sfida progettuale principale dell'attività è stata lavorare in assenza di testo e l'approcciarsi al progetto in parallelo allo sviluppo in html, css e javascript del proprio artefatto. Per uno studente è poi fondamentale potersi sfidare con le limitazioni progettuali, in questo caso date dal medium dal quale attingere per la raccolta d'immagini: Instagram. Non tutti i temi emersi potevano essere individuati con facilità all'interno delle dinamiche delle comunità web, poiché queste a volte li rifiutano, rielaborano, tradiscono o ignorano.

Il processo è stato posto fin da subito al centro della progettazione quale elemento fondamentale che contraddistingue la progettazione visiva e in generale il design della comunicazione.

Le pagine web reagiscono alle interazioni dell'utente generando risultati visivi inaspettati e casuali. Ogni coppia di studenti si è cimentata nella creazione di un proprio modo di tradurre la propria idea in un messaggio forte verso il fruitore. Interfacciandosi con le potenzialità e le limitazioni del mezzo utilizzato, il codice, gli studenti hanno sperimentato con intersezioni, sovrapposizioni, distorsioni cromatiche, movimenti improvvisi e glitch.